In bottega andiamo matti per i tutorial.
Libri, siti, forum: non ce ne scappa uno.

I tutorial non sono tutti uguali.
Perciò abbiamo deciso di mettere alla prova i più famosi e raccontarvi il risultato.

Questo mese vi parliamo di un libro per smanettoni o aspiranti tali: The Big Book of Hacks.

Che cos’è

Le storie e le persone, dietro le quinte.

The Big Book of Hacks - Cover

The Big Book of Hacks è una grande raccolta di 264 progetti fai da te. E’ un libro edito dalla rivista Popular Science, storico mensile americano di divulgazione scientifica, attivo dal 1872, tradotto in cinque lingue ed edito in nove paesi.

È presente nella nostra bottega grazie al prestito di una delle nostre socie più affezionate e più geek, e con la sua copertina metallizzata e vivace fa bella mostra di sé nel nostro angolo dei libri.

Il curatore del libro è Doug Cantor, giornalista scientifico che ha lavorato alla rivista per anni, e che scrive anche per Newsweek e Bloomberg su temi di tecnologia e innovazione scientifica.

Il titolo indurrebbe a pensare che il libro offra una raccolta di soluzioni progettuali, ma non è così: si tratta piuttosto di una grande rassegna di espedienti che vanno da banali forme di riuso di oggetti domestici a sofisticate macchine tecnologiche, impossibili da realizzare da un comune hobbista.

Lo scopo del libro è quello di stimolare la fantasia di chi si affaccia per la prima volta al mondo del fai da te. Perfetto per chi è alle prime armi, oppure per chi vuole intrattenersi e cercare stimoli creativi della più varia natura. La stessa introduzione chiarisce questo spirito: la raccolta viene definita “entertaining collections of projects”.

Lo spirito è quello della rivista Popular Science, che si è sempre dedicata alla divulgazione in pillole, rivolgendosi a neofiti e inesperti, senza grandi ambizioni di approfondimento. L’edizione più simile a Popular Science nel nostro paese è Focus.

La lettura del libro ha senso solo in quest’ottica. Non ci si deve aspettare quindi un manuale rivolto alla pratica immediata, ma un lettura da intrattenimento, all’interno della quale, eventualmente, chi non si è mai sporcato le mani può cominciare a fare i primi semplicissimi esperimenti in casa.

 

Facilità di utilizzo: 2/5

Due parole sulla praticità del libro in sé.

The Big Book of Hacks - Geek Toys

Il libro è diviso in 4 sezioni: Geek Toys, Home Improvements, Gadget Upgrades, Things That Go. Oltre a ciò i progetti sono divisi per quattro categorie: “5 minutes projects” sono dei micro-hacks realizzabili in pochi minuti con oggetti trovati in casa; “Build it!” sono progetti più ambiziosi ma comunque realizzabili da parte di un principiante (con un po’ di impegno). Questi progetti sono divisi in 4 classi di costo e tempo di realizzazione e in 5 classi di difficoltà; “From the archives” sono progetti d’epoca, pubblicati dalla rivista quando le foto erano ancora in bianco e nero; “You build what?!” è una sezione di puro intrattenimento dove vengono presentati progetti molto complessi realizzati da appassionati in giro per il mondo.

Nonostante i vari livelli di classificazione (forse anche troppi) il modo in cui sono raccolti i progetti e gli hacks è molto caotico, e si ha una continua alternanza fra oggetti estremamente banali, per i quali non ci sarebbe bisogno di un tutorial, e grandi progetti che vengono menzionati a puro scopo illustrativo.

Come manuale il libro non è pratico. La lettura va intesa come un passatempo in sé, piuttosto che un supporto ai progetti che avete in mente di realizzare.

Non aiuta nemmeno la grafica dell’impaginato, poco gerarchica eccessivamente espressiva.

Mancano del tutto schemi di realizzazione e illustrazioni grafiche o fotografiche che mostrino il processo di realizzazione nelle varie fasi. L’essenza dei tutorial!

 

Fantasia: 4/5

La creatività è la cosa più importante!

The Big Book of Hacks - Dining Table

Nonostante i grandi difetti sopra elencati, bisogna dare credito al libro di essere stimolante per chi è mosso dalla curiosità verso il fai da te. La varietà degli oggetti presentati è davvero vasta e in alcuni casi si tratta di manufatti davvero curiosi. Anche quando sono poco utili.

Se volete semplicemente espandere il vostro immaginario nella categoria “cose che potrei realizzare nell’arco della vita”, senza avere la pretesa di utilizzare il libro per realizzarle nell’immediato, può fare al caso vostro.

 

Utilità: 1/5

Insomma: se voglio risolvere un problema questo libro fa per me?

The Big Book of Hacks - Nailclip Catapulta

Molto scarsa. Oltre alla scomodità della lettura, la natura dei progetti è poco pratica. Paradossalmente le trovate più utili (in particolar modo per la vita domestica) sono talmente banali da sembrare fuori luogo in un libro: chiunque potrebbe escogitarle da solo.

Peggio ancora, in altri casi vengono proposti dei “down-cycle”: la riduzione di oggetti utili a qualcosa di meno prezioso e funzionale. Esempio emblematico: come trasformare un televisore LCD in una sorta di “finestra magica” attaccata alla parete. Perché?

 

Fattibilità a Lofoio: 2/5

Siamo pur sempre un makerspace con un sacco di attrezzi… ma non infiniti. Vediamo se questo Big Book è a misura di bottega.

La varietà degli oggetti presentati nel libro è talmente vasta che è impossibile definire un set di strumenti e un tipo di spazio necessari a realizzarli. Molti si possono realizzare in casa, ed è proprio questo il loro maggior valore: lo spazio della bottega è quasi sprecato per tali realizzazioni.

In altri casi gli strumenti necessari variano molto rispetto a quelli a disposizione a Lofoio.

Insomma, no: questo libro è utile nella nostra vita di bottega quasi solo come passatempo mentre la colla tira, o come stimolo per la curiosità. Che è un elemento che davvero non scarseggia nei nostri smanettoni.

 

Il nostro esperimento:

proiettore per lo smartphone.

Non sarebbe una recensione di Lofoio senza un esperimento in prima persona. E allora, su le maniche!

Il progetto che abbiamo scelto di provare è, tra quelli più semplici, uno dei più sensati e “utili”. Una delle ragioni che ci ha spinto a prenderlo in esame è in realtà proprio l’incredibile facilità di realizzazione, rispetto ai risultati promessi. Per sapere se davvero funziona, non si può far altro che provare.

L’idea di questo hack è molto semplice: con una scatola rettangolare di cartone si costruisce una camera oscura. Si taglia uno dei lati corti del parallelepipedo e si inserisce una lente. Uno smartphone sarà posto nella scatola all’altra estremità. La scatola chiusa permette di non disperdere i raggi luminosi in direzioni diverse da quella diretta tra lo schermo e la lente. Il principio che regola ogni apparecchio ottico, dalla camera obscura alla macchina fotografica, ci dice che regolando le distanze tra la fonte luminosa (smartphone), la lente e la superficie di una parete, si dovrebbe ottenere una proiezione piuttosto nitida, anche se capovolta, della fonte luminosa.

The Big Book Of Hacks - Projector

La descrizione dell’oggetto, nel libro, è molto approssimativa, e non vengono dati riferimenti circa le dimensioni della scatola, né della lente. L’unica cosa che si può fare è andare per tentativi e vedere cosa succede. Data la scarsa spesa di denaro e tempo, in questo caso, si può fare.

Il risultato non è entusiasmante: l’immagine non è mai del tutto a fuoco e le dimensioni dell’ingrandimento possibile sono molto ridotte. La lente di Fresnel che viene indicata non è ottimale per una proiezione.

Oltretutto, reperirla non è stato affatto facile: solo acquistandola online siamo riusciti a concludere il progetto.

 

L’idea in sé ha del potenziale. Potrebbe essere migliorata con qualche modifica non particolarmente impegnativa. Con poche accortezze in più, infatti, Matthew Perks, uno dei nostri youtuber preferiti, ha creato un proiettore simile ma più efficiente. Invece di usare semplicemente una scatola di cartone, Matthew ha creato una specie di sistema reflex inverso, dove l’immagine del cellulare viene proiettata all’esterno da una lente di buona qualità (non una lente di Fresnel) dopo essere stata riflessa e raddrizzata da uno specchio. Oltre a ciò il progetto proposto da Perks include anche un sistema a soffietto che permette di regolare al meglio la messa a fuoco dell’immagine. 

Il canale di Matthew, DIYPerks, sarà l’oggetto della nostra prossima recensione. E se il “Big Book of Hacks” vi ha acceso una lampadina nella parte creativa del cervello, Matthew Perks vi accenderà un falò!

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